Dopo i primi episodi, la nostra rubrica “Dietro le quinte del codice” prosegue il suo viaggio per dare voce ai protagonisti dell’innovazione in Bitrock. Se nel primo articolo abbiamo esplorato l’importanza della semplicità e della manutenzione, oggi ci addentriamo in un territorio dove il tempo si misura in millisecondi e i volumi di dati sfidano i limiti dell’architettura tradizionale.
In questo ultimo appuntamento, incontriamo Carmelo Calabrò, Senior Software Engineer, per discutere di sistemi predittivi, ottimizzazione estrema e le ultime novità di Kafka 4.
Un racconto che mette in luce come la consulenza IT di Bitrock non sia solo teoria, bensì una costante ricerca del limite tecnologico per superare le aspettative dei nostri stakeholder.
Qual è la sfida tecnica più grande che hai affrontato e come l’hai superata?
La sfida tecnica più complessa che ho affrontato riguarda la progettazione di un’architettura in grado di gestire un volume elevato di dati in near real-time e di trasformarli in informazioni predittive prima dell’arrivo del batch successivo.
Il contesto era lo sviluppo di un sistema di monitoraggio proattivo il cui obiettivo era la generazione di alert di malfunzionamento che potessero prevenire le segnalazioni dei clienti. Il vincolo più difficile era il tempo: i dati arrivavano con frequenza altissima e l’intero ciclo di pulizia, strutturazione e aggregazione doveva concludersi in pochissimi minuti. Superare questa sfida ha richiesto una sincronizzazione perfetta tra ogni componente del sistema.
C’è un progetto che ti ha reso particolarmente orgoglioso?
Sicuramente lo sviluppo di una serie di applicazioni web destinate a dispositivi con prestazioni minime, che però dovevano garantire un livello di performance elevato. È stato un lavoro meticoloso di ottimizzazione estrema: l’applicazione doveva rispondere in pochi millisecondi mantenendo la massima stabilità su hardware limitato.
Sebbene il successo tecnico sia stato gratificante, l’orgoglio vero è arrivato dall’utente finale. Vedere le persone utilizzare quotidianamente quelle applicazioni e notare la loro soddisfazione per la fluidità che eravamo riusciti a garantire è stata la vera ricompensa. È in quei momenti che capisci il valore reale del tuo lavoro.
Quale tecnologia o linguaggio ti ha sorpreso di più ultimamente?
Recentemente ho lavorato molto con Kafka, approfondendo la sua scalabilità, fondamentale sia per le performance che per il controllo dei costi. Kafka garantisce un bilanciamento eccellente tra consistenza e ordine, ma ciò che mi ha sorpreso di più è una novità introdotta con Kafka 4: gli Share Groups.
Tradizionalmente, ogni partizione viene assegnata a un solo consumer per mantenere l’ordine. Con i nuovi Share Groups, invece, più consumer dello stesso gruppo possono processare simultaneamente messaggi diversi dalla stessa partizione. Questo cambia tutto: il numero di partizioni non è più un vincolo per la scalabilità, che ora dipende solo dal numero di consumer. Una rivoluzione per i casi in cui l’ordine dei messaggi non è critico.
Conclusione
In questa intervista abbiamo visto come la sfida tecnica si trasformi spesso in una missione: rendere l’invisibile (i dati) uno strumento visibile e utile per le persone. Dalla gestione dei flussi real-time alla scalabilità estrema, l’obiettivo dei nostri Bitrocker rimane lo stesso: eccellenza tecnica al servizio del business.
Si conclude così la nostra rubrica “Dietro le quinte del codice”, con cui abbiamo cercato di offrire uno sguardo autentico su come affrontiamo l’evoluzione digitale come partner pronti a “smontare” la complessità per costruire soluzioni solide.Pronti a trasformare le vostre sfide tecnologiche in successi concreti?Scopri la nostra metodologia integrata end-to-end e Agile e tutti i servizi di Bitrock per l’innovazione del business.