Let’s Rock Product Design con Marinella Mastrosimone

Product Design

In un mercato tecnologico saturato da soluzioni standardizzate e automazioni, il ruolo del design sta vivendo una metamorfosi profonda. Non si tratta più soltanto di tracciare percorsi utente o scegliere palette cromatiche, ma di assumere una visione olistica del prodotto.

In questa intervista, Marinella Mastrosimone, Senior UX/UI Designer, ci offre la sua prospettiva sulla professione. 

Dalla necessità di un design etico e inclusivo alla sfida di governare l’Intelligenza Artificiale senza diventarne dipendenti, Marinella propone la sua idea del designer moderno: una figura che deve avere la curiosità di esplorare nuovi schemi di interazione, la responsabilità di mettere l’essere umano al centro di ogni scelta tecnica e la capacità di rispondere alle aspettative di business.

Come ti tieni aggiornata sulle ultime novità del mondo UX e UI?

Da sempre il mio aggiornamento parte da un’analisi periodica dei trend e delle innovazioni tecniche più recenti, consultando portali come UX Awards e Awwwards e altre fonti per intercettare le soluzioni più valide. Tuttavia, sto notando un cambiamento: se negli ultimi anni i trend erano principalmente stilistici, si parla sempre più di esperienze utente legate a nuovi ecosistemi. L’interazione non è più limitata allo schermo di un telefonino: oggi è frammentata tra smartwatch, VR, interfacce vocali o interazione fra diverse soluzioni digitali e analogiche.

La nostra quotidianità è già immersa nella realtà aumentata – pensiamo alla possibilità di proiettare un mobile nella nostra stanza prima di acquistarlo o di correre il Tour de France da casa con rulli e sensori per misurare quanto è efficiente il nostro cuore. Questi sono trend di UX che si stanno normalizzando. 

Per garantire un approccio solido, oltre a seguire linee guida del Nielsen Norman Group, integro la mia formazione tramite la Interaction Design Foundation. Seguo programmi di specializzazione tenuti da leader globali come John Maeda (vp of design e intelligenza artificiale di Microsoft) e William Hudson (pioniere e mentore della UX research), mantenendo un aggiornamento costante e certificato. Arricchisco inoltre il mio metodo attraverso il confronto attivo assicurando soluzioni sempre allineate alle ultime innovazioni del settore.

Infine, credo molto nel confronto: oltre alle attività interne al team di Design Bitrock, cerco di partecipare a community come “Inner Circle” di Frank Spiller o workshop tenuti da Vitaly Friedman. Interfacciarsi con figure esterne è vitale per non restare chiusi nella propria bolla.

C’è una tendenza nel mondo del Front-end che ritieni sia sopravvalutata o sottovalutata?

Credo sia sottovalutato l’approccio olistico al Product Design. Non progettiamo interfacce isolate, ma strumenti inseriti in un flusso di interazioni reali tra persone. Il digitale è solo un punto di contatto all’interno di un’esperienza che vive nel mondo fisico: ignorare questa connessione significa progettare soluzioni tecnicamente perfette, ma prive di contesto e di reale valore umano.

Più che al concetto di Minimun Viable Product (MVP), guardo al Minimum Lovable Product (MLP). A parità di investimento, la differenza risiede nella cura di dettagli, come piccole funzionalità agili e intuizioni di design che semplificano la vita dell’utente, fidelizzandolo. Questo approccio non trascura gli obiettivi di business, ma li potenzia attraverso una sinergia multidisciplinare che coordina tecnica e visione fin dal primo giorno, garantendo un prodotto solido, armonioso e distintivo.

Un esempio storico illuminante è la realizzazione della Metropolitana di Milano ad opera di Albini, Helg e Noorda. In quel progetto, architettura e grafica vennero sviluppate in simultanea, plasmandosi a vicenda per restituire un’esperienza utente così coerente da valere il Compasso d’Oro nel 1964 (sembra impossibile sia così vecchia vero?). Sottovalutare l’estetica e la cura del dettaglio in favore del puro processo funzionale è, a mio avviso, un errore strategico: il design può tornare a dare valore e carattere ai prodotti. L’obiettivo non è solo rispondere a pattern standard per garantire il ROI, ma migliorare concretamente la vita delle persone attraverso la cura e la funzionalità del prodotto.

Come vedi l’evoluzione del tuo ruolo e quali competenze saranno cruciali?

In continuità con quanto espresso anche dai colleghi più junior, credo che il ruolo del designer sarà sempre più quello di unire l’esperienza digitale con il mondo reale. Ma c’è un punto fondamentale che voglio sottolineare: la competenza più importante sarà l’etica.

Dobbiamo avere la consapevolezza che le nostre scelte hanno un impatto sulla società. Se ignoriamo che una scritta troppo piccola esclude anziani o disabili, commettiamo un errore di responsabilità civile. Don Norman parla spesso di questo: la competenza prioritaria è riconoscere il ruolo sociale del designer.

Rispetto all’AI, la competenza chiave sarà il coraggio di sperimentare e sbagliare. L’AI va usata tantissimo, bisogna “sporcarsi le mani” per capire dove fallisce e imparare ad addestrarla. Solo facendo esperienza diretta degli errori del tool possiamo spingere al massimo il nostro potenziale ed aiutare gli utenti ed i clienti a evitarli. Dobbiamo essere come dei ricercatori che provano le soluzioni su se stessi prima di restituirle al mondo. Non dobbiamo temere l’AI, ma imparare conoscerla pregi e difetti, capirla, educarla, prima che diventi l’unico modo (spesso limitante) di interagire con i tool moderni.

Come descriveresti il tuo collega di lavoro ideale?

Al primo posto metto il senso dell’umorismo. Sembra banale, ma in un team che deve risolvere problemi complessi, essere spiritosi e saper alleggerire è fondamentale. 

Cerco compagni di viaggio preparati e curiosi. La collaborazione sana si basa sulla fiducia di fondo: ognuno deve sentirsi libero di dire “ho sbagliato” senza temere che qualcun’altro usi questa ammissione per prevaricare.

Il mio collega ideale, a prescindere dall’età, ha un approccio socratico: accetta il dialogo alla pari ed è leale come cerco di esserlo io. Un junior può portarmi pattern e visioni del mondo che io, dopo vent’anni di esperienza, potrei non vedere più. Il valore di un’idea non dipende dagli anni di carriera, ma dalla capacità di risolvere il problema.

Qual è stato il cambiamento più grande nel settore da quando hai iniziato a lavorare?

Senza dubbio il passaggio da un approccio tech-driven a uno user-centric strutturato. In passato, le aziende erano guidate dalla tecnica: il cliente chiedeva, i tecnici eseguivano, l’output era quello “probabile”. Gli utenti non erano considerati e l’efficacia delle soluzioni spesso ignota. Fine.

Oggi, grazie alle metodologie Agile e a una maggiore coscienza del business, il paradigma è cambiato. Si è capito che gli investimenti in ricerca tornano sotto forma di soddisfazione del cliente e ROI. Non costruiamo più prodotti che rispondono solo alla richiesta del cliente, ma prodotti che intercettano i bisogni di chi li userà e rispondono agli obiettivi del business. 

Infine, abbraccio il Planet-Centric Design: non siamo più solo al centro di un ecosistema digitale, ma di un pianeta che richiede scelte progettuali sostenibili e circolari.

Conclusione

Come società di consulenza IT, in Bitrock non ci limitiamo a fornire soluzioni tecnologiche, ma promuoviamo una trasformazione digitale consapevole, dove il design aiuta i clienti a chiarire le priorità, ridurre il rischio decisionale e ottenere risultati misurabili, partendo da una comprensione reale delle persone e operando con un approccio etico e inclusivo e standard di qualità elevati.

Crediamo fermamente che il futuro del tech non sia solo nelle mani degli algoritmi, ma nella capacità di professionisti esperti di guidarli con sensibilità umana e visione strategica.

Vuoi progettare il futuro del tuo prodotto con un approccio user-centric e olistico? Entra in contatto con il nostro team di Product Design e UX Engineering: scopri di più.

Vuoi saperne di più sui nostri servizi? Compila il modulo e fissa un incontro con il nostro team!